La questione clima, il problema della dispersione degli inquinanti, l’attualissimo interrogativo sul rischio radioattività, lo studio degli ancora irrisolti nodi della fisica dell’atmosfera. Sono tutte questioni di cui si occupa l’Organizzazzione Meteorologica Mondiale, nata per dare uniformità ai meteorologi sparsi per il mondo.

Da allora, da quel 23 marzo 1950, moltissime cose sono cambiate per questa magnifica scienza, ramo secondario ma non troppo, della fisica generale. Da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante, satelliti, radar, calcolatori, ma anche nuove possibilità di studio e di formazione per chi si appresta ad entrare nel multiforme e complesso mondo della meteo professionale.

Non ultima naturalmente la meteo sul web, ulteriore tassello importante che ha messo in comunicazione diretta il mondo della scienza rigorosa con quello amatoriale dei moltissimi appassionati. E’ anche grazie a loro che la meteorologia ha la possibilità di svilupparsi: nuove stazioni di rilevamento, dati che finiscono nella rete delle osservazioni per l’elaborazione delle mappe meteorologiche, webcam disseminate ovunque. Il tutto può ora venire accolto rapidamente, filtrato, standardizzato e utilizzato per elaborare previsioni sempre migliori e più dettagliate.

L’Organizzazzione Meteorologica Mondiale, con sede a Ginevra in Svizzera, contribuisce anche al monitoraggio della composizione chimica dell’atmosfera in collaborazione con i servizi meteorologici e idrologici nazionali facenti capo all’ONU, si occupa della raccolta e dell’analisi dei dati sulla qualità dell’aria e si occupa anche della previsione dell’inquinamento atmosferico con sviluppo di particolari modelli, della protezione della salute delle popolazioni e dell’attivita economica. Lo ha sottolineato proprio ieri, mercoledì 23 marzo, il segretario generale dell’ OMM Michel Jarraud, eletto al quattordicesimo Congresso Meteorologico Mondiale nel 2003.

Autore : Luca Angelini

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