29 novembre 2012 – ore 17.30
Trento, Biblioteca comunale, Sala degli affreschi
Rassegna
“DALLA MEMORIA DELL’UOMO ALLA MEMORIA DELLA TERRA”
 
I incontro
Le memorie del Mondo
Il Club UNESCO di Trento, la Società di Scienze Naturali del Trentino e l’Associazione Italiana Biblioteche – Sezione di Trentino Alto-Adige hanno voluto realizzare una rassegna che trattasse l’importante tema della Memoria legata sia agli aspetti umanistici sia a quelli più prettamente scientifici. Il titolo “Dalla memoria dell’uomo alla memoria della Terra” vuole infatti mettere in evidenza quanto sia l’umanità sia la natura abbiamo costruito degli archivi complessi che, per vari motivi, possono essere minacciati di obsolescenza e distruzione. Mai come oggi, dunque, in un’epoca storica nella quale l’uomo sta “mappando” le tecniche di memoria utilizzate dal mondo naturale, è indispensabile essere consapevoli della necessità di garantire un futuro alla memoria, in tutte le sue forme.
Il primo incontro “Le memorie del mondo” è dedicato alla memoria scritta dell’uomo, alla sua digitalizzazione e alle strategie di organizzazione e di conservazione: l’appuntamento è rivolto a tutti coloro che sono interessati al patrimonio culturale e alla sua accessibilità futura, in particolare studenti universitari delle discipline umanistiche, bibliotecari, insegnanti.
Partecipano come relatori:
– dott. Fabrizio Leonardelli, direttore della Biblioteca Comunale di Trento che porterà i saluti ufficiali e delineerà una breve introduzione
– dott.ssa Antonia Ida Fontana, già dirigente Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
con una relazione dal titolo: “Il Progetto UNESCO “Memoria del Mondo”
– dott. Klaus Kempf, Direttore del Centro di Digitalizzazione, Archiviazione a lungo termine, Bayerische Landesbibliothek Online con una relazione dal titolo: “La responsabilità delle istituzioni per la memoria digitale del mondo”
dott. Mario Pérez-Montoro, docente dell’Università di Barcellona (Spagna), Dipartimento di Scienze dell’Informazione con una relazione dl titolo: “Architettura dell’informazione e memoria digitale”
 
Modera e coordina la conferenza la dott.ssa Elena Corradini
Presidente AIB Trentino Alto-Adige e responsabile Club UNESCO Trento, Commissione Patrimonio Archivistico, Biblioteche e Informazione.
L’adesione dell’AIB all’incontro è motivata dall’attualità e dalla rilevanza del tema nel dibattito biblioteconomico degli ultimi anni. Le politiche di conservazione a lungo termine della memoria scritta si sono dispiegate fino a qualche anno fa nell’intenzione di tenere traccia di tutto lo scibile umano pubblicato, fintantoché l’evoluzione della rete non ha reso le tracce veri e propri frammenti il cui significato va letto all’interno dei singoli contesti di riferimento. Le Biblioteche Nazionali dei singoli paesi hanno affrontato diversamente le politiche di conservazione a seconda anche dell’orientamento in relazione al concetto di “documento”. Che cosa vale la pena conservare dei documenti nati digitali? Quali sono i criteri di selezione? Quali sono i pericoli insiti nella conservazione digitale? Quali le opportunità che si dischiudono se l’approccio alla conservazione viene affrontato in maniera partecipativa, includendo gli utenti finali? Tutti questi argomenti non potranno che essere accennati nell’appuntamento, ma costituiranno senz’altro temi da approfondire in successivi eventi.
L’adesione dalla Società di Scienze Naturali del Trentino nasce dalla considerazione che un interesse collettivo nei confronti della conservazione del patrimonio naturale, analogo a quello che, nel corso della storia, si è verificato per il patrimonio culturale (oggi ancora, con fatica, considerati come diverse espressioni di un’unica realtà), potrà indurre a ritenere gli Atlanti della Natura e le banche dati in essi contenute, quali elementi vincolanti nella pianificazione e progettazione territoriale. La memoria individuale e la memoria collettiva sono state coinvolte negli ultimi decenni, in modo meno frequente e meno corale nel testimoniare il passato del territorio dal punto di vista ambientale, ecologico e del paesaggio. Che cosa conservare dunque e perché conservare? Le collezioni, gli erbari, la cartografia storica, le mappe, le immagini fotografiche possono essere ritenuti documenti utili per la conoscenza e la tutela del patrimonio ambientale? Le fonti tradizionali tese a descrivere e documentare l’evolversi del territorio e del paesaggio, possono fornire strumenti per indagare i nessi fra passato e presente, affinché la possibilità di progresso non sia soffocata dal determinismo del progresso che induce a reiterare scelte incompatibili con la sostenibilità?
Gli incontri proseguiranno in primavera con due conferenze: la prima presenterà l’importanza degli archivi legati alla disciplina scientifica della dendrocronologia e agli alberi secolari del Trentino Alto-Adige e la seconda tratterà gli archivi geologici della Terra con particolare riferimento al Geoparco Adamello-Brenta e alle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità.
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