“DALLA MEMORIA DELL’UOMO ALLA MEMORIA DELLA TERRA”

III incontro: Le memorie della Terra

 

mercoledì 28 maggio 2014 – ore 18.00

Trento, Muse – Museo delle Scienze, Corso del Lavoro e della Scienza, n° 3

“Libellule: gemme volanti e testimoni di epoche passate”.

Conferenza di  Alex Festi, naturalista.

 

Le libellule abitano il nostro pianeta dall’epoca dei dinosauri e affascinano per le loro evoluzioni aeree e i loro colori brillanti. Predatrici efficaci di zanzare, per via del loro complesso ciclo vitale sono legate agli ambienti umidi. La conferenza mira a fare conoscere il mondo delle libellule dando informazioni riguardanti la storia evolutiva, l’anatomia, il ciclo vitale e il ruolo ecologico di questo antico ordine di insetti. Inoltre verrà discusso lo status di conoscenza delle libellule in Trentino – Alto Adige, che è una delle regioni italiane che ospita più specie delle quali alcune molto rare.

 

Il Club UNESCO di Trento e la Società di Scienze Naturali del Trentino hanno voluto realizzare una rassegna che trattasse l’importante tema della Memoria legata sia agli aspetti umanistici sia a quelli più prettamente scientifici.

Il titolo “Dalla memoria dell’uomo alla memoria della Terra” vuole infatti mettere in evidenza quanto sia l’umanità sia la natura abbiamo costruito degli archivi complessi che, per vari motivi, possono essere minacciati di obsolescenza e distruzione.

Mai come oggi, dunque, in un’epoca storica nella quale l’uomo sta “mappando” le tecniche di memoria  utilizzate dal mondo naturale, è indispensabile essere consapevoli della necessità di garantire un futuro alla memoria, in tutte le sue forme.

Il primo incontro è stato dedicato alla memoria scritta dell’uomo, alla sua digitalizzazione e alle strategie di organizzazione e di conservazione.

La seconda parte della rassegna mira a promuovere un interesse collettivo nei confronti della conservazione del patrimonio naturale, analogo a quello che, nel corso della storia, si è verificato per il patrimonio culturale, oggi ancora, con fatica, considerati come diverse espressioni di un’unica realtà.

La memoria individuale e la memoria collettiva sono state coinvolte negli ultimi decenni, in modo meno frequente e meno corale nel testimoniare il passato del territorio dal punto di vista ambientale, ecologico e del paesaggio.

Che cosa conservare dunque e perché conservare?

Le collezioni, gli Atlanti della Natura, gli erbari, la cartografia storica, le mappe, le immagini fotografiche possono essere ritenuti documenti utili per la conoscenza e la tutela del patrimonio ambientale ed elementi vincolanti nella pianificazione e progettazione territoriale?

Le fonti tradizionali tese a descrivere e documentare l’evolversi del territorio e del paesaggio, possono fornire strumenti per indagare i nessi fra passato e presente, affinché la possibilità di progresso non sia soffocata dal determinismo del progresso che induce a reiterare scelte incompatibili con la sostenibilità?

 

locandina iniziativa unesco - libellule e memoria mondo

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