Il Comitato promotore del Club Unesco di Trento propone in collaborazione con la Biblioteca comunale di Trento per

Venerdì 13 maggio 2011, inizio ore 18.00

Sala degli Affreschi

Biblioteca Comunale

Via Roma – Trento

un incontro con l’antropologo Ivan BARGNA (Università degli studi di Milano) e l’artista Stefano ARIENTI, curatori della mostra “L’Africa delle meraviglie: arti africane nelle Collezioni italiane”, attualmente in corso a Genova, Palazzo Ducale (fino al 5 giugno 2011).

Il Comitato promotore del Club Unesco di Trento, nato nel 2010, apre il suo anno culturale con questa iniziativa ricca di spunti per riflettere sul nostro modo di intendere gli altri, sul senso stesso del valore del collezionare e sulle rappresentazioni che gli oggetti d’arte ci permettono di avere nei confronti di culture diverse dalla nostra.

Nella più grande dimensione della Difesa dei Diritti Umani, tema fondante dell’UNESCO mondiale, questa iniziativa vuole promuovere anche nella nostra Provincia un patrimonio materiale e immateriale, quale quello rappresentato dalle produzioni artistiche ed estetiche, di una cultura apparentemente lontana, ma sostanzialmente e attualmente molto vicina a ciascuno di noi.

L’invito è rivolto particolarmente alle giovani generazioni perché attraverso questo appuntamento possano avvicinarsi a una cultura estremamente ricca e confrontarsi con le sue problematiche.

Rappresenta al tempo stesso un’occasione per rileggere una pagina cruciale della storia nazionale, quella dell’avventura coloniale, che ha condizionato e continua ad influenzare una certa immagine condivisa del paese.

 

L’iniziativa viene organizzata in collaborazione anche con Palazzo Ducale, Fondazione per la Cultura e Castello d’Albertis, Museo delle Culture del Mondo di Genova, presso cui è in corso la mostra L’Africa delle meraviglie. Arti africane nelle Collezioni italiane, fino al 5 giugno 2011.

“Il 2010 è stato l’anno dell’Africa. Si sono celebrati i cinquant’anni della decolonizzazione e si sono tenuti i mondiali di calcio in Sudafrica. A Genova è stata allestita un’altra visione dell’Africa attraverso le arti del continente. La mostra nasce dalla collaborazione fra gli antropologi Ivan Bargna, Giovanna Parodi da Passano e l’artista Stefano Arienti che hanno cercato nella pratica artistica contemporanea una modalità di messa in scena del sapere antropologico, uno stratagemma per raccontare le vite degli altri. La mostra riunisce un consistente numero di importanti opere d’arte africana tradizionale presenti nelle collezioni private italiane, molte delle quali mai esposte prima. Maschere, figure d’altare,“feticci”, pali funerari, oggetti rituali e d’uso quotidiano, tutte opere dal grande valore estetico capaci di portarci dritti al cuore delle culture dell’Africa subsahariana, dei loro costumi e modi di vita: dal Mali al Congo, dalla Costa d’Avorio al Camerun.

Un’occasione anche per cogliere il ruolo che gli oggetti svolgono nel mettere in contatto persone e società, in Africa e altrove. Gli oggetti, infatti, si spostano e migrano da un luogo all’altro, hanno una loro vita e raccontano delle storie. Sono causa d’incontri ma anche di scontri. Qualche volta approdano nelle collezioni italiane.

La mostra offre l’opportunità di partecipare all’avventura estetica ed esistenziale dei collezionisti, condividendone la curiosità e la passione e facendone una spia dei rapporti che l’occidente e l’Italia in particolare hanno avuto con l’Africa. Collezionare, infatti, è molto più che raccogliere oggetti, è un modo di dar forma al mondo, di gettare uno sguardo sull’Altro, di costruire un microcosmo fra reale e immaginario che ci parla tanto degli altri come di noi: se le arti sono africane, le collezione sono italiane. In mostra ci sono sia le une che le altre. Succede così che nel parlare dell’Africa, parliamo anche di noi, di un certo modo di vedere le cose e il mondo. Nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia può essere un altro modo, imprevisto e imprevedibile, di guardarsi allo specchio”.

 

 

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